Il Giorno
Acrilico su tela
Opere da parete
High Renaissance
1526
Michelangelo Buonarroti – Il Giorno: Un Dialogo Silenzioso con l'Incompleto
Il giorno è una scultura marmorea monumentale (160×150 cm, lunghezza massima in obliqua 285 cm) realizzata da Michelangelo Buonarroti tra il 1526 e il 1531 e parte della decorazione della Sagrestia Nuova nel Santuario Nuovo di San Lorenzo a Firenze. È uno dei quattro allegorie delle parti del giorno, collocata sul lato destro del sarcofago del monumento funebre di Giuliano de’ Medici Duca di Nemours. L'opera fu iniziata nel 1526, quando il monumento funerario di Lorenzo ebbe termine e quello di Giuliano cominciò. La statua dovette essere completata dopo la ripresa dei lavori seguita dalla siege di Firenze e dalle sue conseguenze, lasciandosi in uno stato di evidente “incompiutezza” alla partenza dell'artista per Roma nel 1534. Il giorno è rappresentato come una figura maschile personificazione, mezzo sdraiata e nuda, simile agli altri statue della serie. È stata forse modellata sulle divinità fluviali dell’Arco di Settimio Severo, il Torso Belvedere, delle quali la potente struttura anatomica in tensione fu ripresa. Ricorda anche la postura del Bambino nella Madonna Giovane a Scala e quella di uno dei nudi in bronzo nel soffitto della Cappella Sistina. È l'unica tra le allegorie a voltarsi dall’osservatore, assumendo una posizione in contrasto con quella dell’vicina Notte (Notte). Il braccio sinistro è piegato a sostegno, mentre il braccio destro si estende all'indietro alla ricerca di qualcosa: solo l'avambraccio è effettivamente scolpito, mentre la mano è perduta nella parte non scolpita. Le gambe sono incrociate in senso opposto alla rotazione del busto e questa torsione viene evidenziata dalla rotazione della testa verso lo spettatore. Il volto barbuto, appena disegnato, mostra solo un’espressione misteriosa, profondamente evocativa ed emblematica proprio per la sua incompletezza. Perché? Alcuni sostengono che Michelangelo, nei suoi ultimi anni, abbia abbandonato il lucido alla ricerca di una divina incompiutezza – un gesto verso l'idea platonica secondo cui la bellezza fisica indica solo imperfettamente l’ideale. Altri leggono in essa una protesta: contro la morte, contro la tirannia, contro la possibilità stessa di catturare il tempo nella pietra. Ma forse è più semplice. Forse Il giorno non era mai stato pensato per essere completato. Perché l'alba – alla ricerca della luce eterna – rimane sempre aperta al dialogo con l’incompleto. Questo aspetto simbolico è fondamentale per comprendere l'opera e la sua forza comunicativa.Lo Stile Michelangeloesco: Anatomia Ideale e Forza Espressiva
Michelangelo Buonarroti, maestro del Rinascimento italiano, incarnò l'eccellenza artistica dell'epoca attraverso una straordinaria capacità di esprimere emozioni profonde e valori universali. Il suo stile distintivo si caratterizza per un’anatomia impeccabile, frutto di uno studio approfondito della fisiologia umana e delle opere greche e romane, nonché dall'utilizzo di tecniche avanzate nella scultura che gli permisero di ottenere risultati sorprendenti. L'artista ricercava una bellezza ideale ispirata ai modelli classici, ma anche alla forza espressiva capace di comunicare sentimenti intensi allo spettatore. Questa tensione tra equilibrio armonioso e dinamismo attivo è evidente in ogni sua opera, dalla Pietà al David fino alla Cappella Sistina, dove Michelangelo dimostrò una maestria senza pari nella rappresentazione della figura umana e nella creazione di atmosfere evocative.La Tecnica Marmorea: Un Dialogo con la Materia
Michelangelo utilizzava esclusivamente il marmo bianco proveniente dalle cave fiorentine per realizzare le sue opere più importanti, scegliendo questo materiale per la sua resistenza alla deformazione e per la capacità di esprimere dettagli fini e superfici lisce. L'artista era in grado di lavorare con una precisione chirurgica, sfruttando strumenti sofisticati e tecniche avanzate che gli permettevano di ottenere risultati straordinari anche nella realizzazione di opere di grandi dimensioni. Ogni gesto dello scultore era calcolato con cura per garantire la massima resa espressiva della pietra, creando forme eleganti e armononiche che riflettevano l’ideale estetico del Rinascimento italiano.Il Contesto Storico: Firenze nel Cuore dell'Arte
La Sagrestia Nuova fu commissionata dalla famiglia Medici in un periodo di grande fermento culturale e politico, quando Firenze era il centro della vita artistica europea e la città ospitava artisti provenienti da tutta Italia e dall’Europa occidentale. Michelangelo lavorò alla realizzazione della Cappella Nuova nel pieno splendore del Rinascimento, condividendo con altri grandi maestri dell'epoca una visione comune dell'arte come strumento di elevazione spirituale e di celebrazione della bellezza umana. Questo contesto storico influenzò profondamente lo stile artistico di Michelangelo Buonarroti, contribuendo a creare un monumento unico nel suo genere che rappresenta un simbolo eterno della potenza creativa e della capacità dell’artista di esprimere emozioni profonde attraverso la pietra.Michelangelo Buonarroti (1475 – 1564)
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Informazioni sull'opera
- Titolo: Il Giorno
- Artista: Michelangelo Buonarroti
- Anno: 1526
- Formato: Formato orizzontale
- Stato del copyright: Di pubblico dominio
- Tecnica e materiali: Acrilico su tela
- Tecnica: Opere da parete
- Periodo creativo: Mature Period
- Parole chiave: scultura michelangelo, allegoria ore del giorno, il giorno
- Luminosità percepita: chiaro-scuro
Dettagli rapidi
- Influences: Classical sculpture
- Year: 1526–1531
- Artistic style: Idealized beauty; Classical influence
- Location: New Sacristy, San Lorenzo, Florence
- Artist: Michelangelo Buonarroti
- Medium: Marble
- Notable elements or techniques: Allegory of the Day; Anatomical structure in tension
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