Origini e storia della Gallery van Diemen
Fondata nel 1918, la Gallery van Diemen si affermò come una prestigiosa galleria d'arte commerciale con sede a Berlino, in Germania. L'istituzione operava nel cuore pulsante della città, presso l'indirizzo di Unter den Linden 41. Con l'espandersi del suo raggio d'azione, la galleria riuscì a stabilire diverse filiali internazionali, mantenendo una presenza influente all'Aia, ad Amsterdam e a New York.
La galleria faceva parte del Gruppo Margraf, un'organizzazione ombrello che comprendeva diverse altre entità, tra cui Dr. Benedict & Co., Altkunst Antiquitäten e Dr. Otto Burchard & Co. Durante i primi decenni del XX secolo, la gestione delle varie filiali fu affidata ai direttori Eduard Plietzsch e Kurt Benedict, che ne guidarono l'operatività in un periodo di grande fermento culturale.
Tuttavia, la storia dell'istituzione subì una svolta drammatica e significativa nel 1935. In quell'anno, le autorità naziste ordinarono la liquidazione delle filiali berlinesi. Contemporaneamente, la branca di New York confluì nella Lilienfeld Gallery, segnando un punto di rottura definitivo nel percorso della galleria.
Collezioni specializzate e dipartimenti artistici
L'anima stessa della Gallery van Diemen affondava le sue radici nella maestria della pittura olandese, una specializzazione che ne forgiò rapidamente la reputazione all'interno del vibrante mercato dell'arte di Berlino. Sebbene i Grandi Maestri costituissero il cuore pulsante delle collezioni permanenti, l'orizzonte della galleria si espanse in modo straordinario all'inizio del XX secolo, aprendosi con audacia ai nuovi e rivoluzionari movimenti moderni.
Per accogliere le correnti del tempo, fu istituito un dedicato Dipartimento Moderno, volto a presentare le opere più contemporanee. Sotto la guida di Friedrich A. Lutz, questo settore rimase un punto di riferimento per l'esposizione di nuove avanguardie fino al 1926. Fu un'epoca di profonda metamorfosi, in cui la galleria superò i confini dei generi tradizionali per abbracciare i radicali mutamenti dell'estetica europea. Il punto di svolta più significativo in questo percorso avvenne nel 1922, quando la galleria organizzò la prima grande mostra di arte d'avanguardia russa in Europa dopo il 1917, un evento che includeva tre sale dedicate curate da Naum Gabo.
Tra i tesori che hanno segnato la storia della galleria, spiccano capolavori che celebrano la bellezza del dettaglio e della natura:
- Natura morta con granchio su un tavolo drappeggiato, 1645 - Gerret Willemsz. Heda
- Natura morta con fiori in un vaso di vetro, 1650 - Anna Maria Janssens
- Natura morta con torta, formaggio, pane e olive su un tavolo apparecchiato, 1650 - Floris Van Schooten
Mostre e ricerca
L'importanza storica della Gallery van Diemen è profondamente segnata dal suo contributo fondamentale alla diffusione della modern art in Europa. Nel 1922, l'istituzione ebbe l'onore di organizzare la prima grande esposizione di arte d'avanguardia russa in Europa dopo il 1917. Questa mostra, che ebbe luogo negli spazi della galleria situati nei pressi dell'ambasciata russa su Unter den Linden, offrì una panoramica completa e rivoluzionaria sulla Russian art a partire dal 1905, aprendo gli occhi di numerosi spettatori alle straordinarie evoluzioni estetiche di quell'epoca.
La mostra del 1922 fu sapientemente strutturata per mettere in luce i diversi movimenti che animavano l'avanguardia russa. Furono allestite tre sale dedicate alla presentazione di queste opere, con Naum Gabo a supervisionare meticolosamente l'allestimento delle sezioni avanguardiste. Le esposizioni includevano opere di vari artisti ebrei, conferendo un carattere di straordinaria diversità e ricchezza intellettuale all'evento. Grazie a questo audace focus su tali movimenti, la galleria riuscì a consolidare la propria reputazione come custode di importanti collezioni moderne, affiancando con maestria questa nuova sensibilità alla sua tradizionale e prestigiosa specializzazione nella Dutch painting.
Persecuzione nazista e richieste di restituzione
La storia della Gallery van Diemen fu profondamente sconvolta dall'ascesa del regime nazista. Nel 1933, a causa delle persecuzioni naziste, la famiglia Oppenheimer perse il controllo del Gruppo Margraf, di cui faceva parte proprio la Gallery van Diemen. La filiale tedesca della galleria fu vittima del processo di "arianizzazione", una pratica brutale che privò i proprietari ebrei dei loro beni e delle loro collezioni; molti di questi proprietari furono successivamente costretti all'esilio o, in molti casi, assassinati.
La liquidazione delle filiali di Berlino, inclusa la galleria e le sue sussidiarie, fu ordinata dai nazisti nel 1935. Le vendite delle collezioni furono organizzate da Graupe nei mesi di gennaio e aprile di quell'anno. Queste vendite forzate portarono alla dispersione di importanti e preziosi patrimoni artistici. Nei decenni successivi alla guerra, sono state presentate numerose richieste di restituzione in relazione alla persecuzione subita dalla galleria e dai suoi proprietari.
