Origini e Storia del MAK
Il MAK – Museo delle Arti Applicate fu fondato nel 1863 dall'imperatore Francesco Giuseppe I. Alle sue origini, l'istituzione era conosciuta come Imperial Royal Austrian Museum of Art and Industry. Il suo scopo primario era quello di fungere da collezione modello, stabilendo uno standard d'eccellenza per l'artigianato e il design. Dal 1871, il museo occupa la sua attuale sede sulla maestosa Ringstraße di Vienna.
Nel corso degli anni, l'istituzione ha attraversato diversi cambiamenti di nome, specchio dei mutamenti politici in Austria. Tra il 1939 e il 1945, fu ribattezzata Staatliches Kunstgewerbemuseum in Wien. Dopo la fine della guerra, nel 1947, il nome divenne Österreichisches Museum für angewandte Kunst. Un importante cambiamento strutturale avvenne nel 2000, quando il museo si è trasformato in un'istituzione accademica di diritto pubblico.
La storia del museo è indissolubilmente legata allo sviluppo della Wiener Werkstätte, fondata nel 1903. Questo movimento aspirava a integrare l'arte nel tessuto della vita quotidiana attraverso un approccio estetico unitario. Il patrimonio del museo riflette questa evoluzione, partendo dall'historicismo della metà del XIX secolo, attraversando l'emergere dell'Art Nouveau e giungendo fino alle pratiche del design contemporaneo.
L'Architettura dell'Edificio Ferstel
L'edificio rappresenta una parte integrante della storia dell'istituzione. Ideata dall'architetto Heinrich von Ferstel e completata nel 1871, la struttura si pone come una significativa dichiarazione architettonica in stile neorinascimentale. Dal 1871, l'edificio occupa la sua attuale posizione sulla Ringstraße di Vienna. Il suo design riflette le aspirazioni stilistiche della Belle Époque, rispecchiando il linguaggio architettonico del South Kensington Museum di Londra.
La facciata è definita da monumentali colonne corinzie e intricati fregi decorativi. Questi elementi forniscono una cornice formale alla presenza del museo nella città. La struttura dell'edificio è stata concepita per fungere da palazzo dell'apprendimento, con l'intento di ispirare l'apprezzamento per la bellezza in tutte le sue forme. Il dettaglio architettonico si estende alla struttura stessa che ospita le collezioni, garantendo che l'ambiente sia significativo quanto gli oggetti in esso contenuti.
Le Diverse Collezioni e i Movimenti
La collezione si articola in oltre 300.000 oggetti che tracciano l'affascinante evoluzione del design e della cultura materiale. Questo vasto patrimonio abbraccia epoche distinte, dal rigore del Barocco all'eleganza del Neoclassicismo. Il museo custodisce inoltre esemplari significativi delle Arti Decorative giapponesi e del Modernismo nipponico, testimoniando un interesse secolare verso gli sviluppi estetici internazionali. Tra i tesori tessili spiccano preziosi tappeti orientali che un tempo appartenevano alla dinastia degli Asburgo.
Una parte sostanziale del museo è dedicata ai movimenti che hanno definito il passaggio tra i secoli, con opere legate all'Art Nouveau, al movimento Arts and Crafts e al Secessionismo. Queste collezioni illustrano magistralmente la transizione dall'artigianato tradizionale verso i principi del design integrato dell'era moderna. Il patrimonio del museo include diversi capolavori di questi movimenti, tra cui:
- Tessuto Decorativo, 1893
- Scatola Ornamentale, 1906
- Servizio da Tè, 1903
- Ciotola “Teste di Gallo”, 1900
L'ampiezza della collezione permette un confronto diretto tra il lusso storico e il design funzionale. Dai motivi intricati dei tessuti del XIX secolo alle forme strutturate dell'arredamento moderno, gli oggetti riflettono il mutare dei bisogni sociali e delle capacità tecniche. La presenza di materiali eterogenei, dal vetro alla ceramica, offre una visione d'insieme su come l'eccellenza artigianale si sia adattata attraverso le diverse epoche storiche.
Capolavori della Collezione del Museo
La collezione custodisce opere di straordinaria importanza realizzate da Gustav Klimt, tra cui spiccano La Vergine e Il cappello di piume nere. Questi pezzi testimoniano la profonda impronta lasciata dall'artista all'interno del patrimonio del museo. Accanto a tali tesori, l'istituzione preserva i raffinati design di arredi di Josef Hoffmann, il cui lavoro è fondamentale per l'approccio del museo alla bellezza funzionale. L'influenza del movimento Wiener Werkstätte si respira in tutte le gallerie, dove l'integrazione tra arte e maestria artigianale si manifesta con la massima evidenza.
La collezione permanente ospita anche splendidi manufatti in vetro realizzati da Alois Weissberger e Johann Koller, oggetti che sono diventati emblemi della precisione tecnica della loro epoca. Il museo conserva inoltre una selezione di tessuti decorativi, come quelli ideati da Charles Francis Annesley Voysey, elementi che illustrano la ricca e variegata storia materica preservata tra queste mura.
- La Vergine, Gustav Klimt
- Il cappello di piume nere, Gustav Klimt
- Tessuto Decorativo, Charles Francis Annesley Voysey
Mostre e Ricerca Contemporanea
Il museo mantiene un impegno rigoroso verso l'accuratezza storica attraverso una costante attività di ricerca sulla provenienza delle opere. Questa indagine sistematica ha portato, a partire dal 1998, alla restituzione di diverse opere d'arte ai loro legittimi proprietari, un impegno fondamentale che garantisce l'integrità e l'etica delle collezioni custodite all'interno dell'istituzione.
Le esposizioni temporanee trovano la loro dimora principale nell'edificio di Weiskirchnerstraße, uno spazio dedicato che funge da palcoscenico per allestimenti rotativi. Questo luogo permette un dialogo incessante tra il patrimonio permanente e le pratiche artistiche contemporanee. Nel 2015, il museo ha dato il via alla Biennale di Vienna, un evento concepito per colmare il divario tra arte, design e architettura. All'interno delle sale della collezione permanente, la presentazione degli oggetti è spesso plasmata dalla visione specifica di artisti ospiti: Donald Judd ha messo in scena la collezione del Classicismo Barocco e Rococò del XVIII secolo su austere piattaforme di marmo bianco, mentre la sala dedicata allo stile Impero e Biedermeier di Jenny Holzer si distingue per la presenza di testi socio-politici illuminati.
Il MAK Design Lab esplora l'intersezione tra la cultura materiale e la vita moderna. La sua programmazione indaga temi specifici quali il consumo, la tecnologia e il cambiamento sociale. Questo approccio si spinge oltre i metodi espositivi tradizionali, indagando il modo profondo in cui il design influenzi l'esistenza contemporanea.
Progetti Recenti e Innovazione Digitale
Il MAK si muove con audacia lungo l'intersezione in continua evoluzione tra tecnologia e arte attraverso acquisizioni non convenzionali. Nel 2015, l'istituzione è diventata il primo museo al mondo a utilizzare i Bitcoin per l'acquisto di opere d'arte, acquisendo l'opera digitale "Event listeners" di van den Dorpel. Questo gesto riflette un impegno profondo nell'esplorare il modo in cui gli asset digitali e la tecnologia blockchain interagiscano con le pratiche museali tradizionali.
La presenza fisica del museo si estende nel tessuto urbano attraverso installazioni basate sulla luce. Il cortile ospita "MAKlite", un'installazione permanente all'aperto dell'artista americano James Turrell. Quest'opera utilizza un'illuminazione LED calibrata con estrema precisione per trasformare lo spazio in un ambiente sensoriale, alterando la percezione dell'impalcatura architettonica una volta calata l'oscurità.
L'accessibilità digitale rimane un pilastro fondamentale della missione divulgativa dell'istituzione. Il museo ha digitalizzato oltre 300.000 oggetti, rendendo una vasta porzione della collezione disponibile per lo studio online. I visitatori possono inoltre avvalersi di un'app interattiva per audioguida basata sul web, per accedere a narrazioni dettagliate e commenti esperti mentre si muovono tra le sale delle gallerie.
