Museo Provinciale di Belle Arti di SaragozzaSaragozza, Spagna

Informazioni rapide

  • Movements: romanticismo
  • Mediums: olio su tela
  • Works on APS: 17
  • Location: Saragozza, Spagna
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  • Featured artists:
    • Francisco Goya
    • Luca Giordano
    • Lavinia Fontana
    • Bartolomé Bermejo
    • Master of the Mansi Magdalen
  • Historical periods:
    • early modern
    • xix secolo
  • Art types: opere da parete
  • Alternate names:
    • Museo Provincial de Bellas Artes
    • Provincial Museum of Fine Arts
    • Zaragoza Museum
    • Museo de Zaragoza

La storia e le origini del Museo Provinciale di Belle Arti di Saragozza

Il Museo Provinciale di Belle Arti di Saragozza è nato da un movimento mirato alla creazione di musei provinciali in tutta la Spagna, un'iniziativa scaturita da un Decreto Reale emanato nel 1913. L'istituzione fu formalmente costituita nel 1916, segnando un momento cruciale per il panorama culturale di Saragozza, in Spagna. Le sue radici affondano tra le mura dell'ex collegio gesuita di San Sebastián, un ambiente che ha offerto le fondamenta primordiali per la crescita delle sue preziose collezioni.

Con il passare del tempo, il museo si è trasferito nella sua attuale sede in Plaza de los Sitios, 6, 50001 Saragozza. Questo passaggio ha permesso all'istituzione di ampliare il proprio raggio d'azione e la capacità di accogliere opere di straordinaria importanza. L'edificio stesso fu concepito per l'Esposizione Hispano-Francese del 1908, precedendo di diversi anni la fondazione ufficiale del museo. Questo legame con il periodo espositivo connette la presenza fisica del museo a un'epoca specifica di sviluppo architettonico e civico della città.

La Grande Architettura del Museo

La struttura fu concepita per l'Esposizione Ispano-Francese del 1908. Progettato dagli architetti Ricardo Magdalena e Julio Bravo, l'edificio occupa una superficie di 3.200 metri quadrati. Le sue dimensioni si estendono per 55 metri lungo la facciata e per 52 metri in profondità. L'esterno è composto da pietra e un raffinato rivestimento in mattoni, caratterizzato da archi a tutto sesto e da una cornice monumentale. Al secondo piano, la facciata presenta gallerie in stile Rinascimento che conferiscono un senso di ritmo classico all'intero prospetto.

All'interno, l'organizzazione spaziale segue una struttura su tre piani. Il cortile interno trae ispirazione dal cortile Zaporta, creando un punto centrale di luce e apertura all'interno della muratura. Il design riflette uno stile Neo-Rinascimento, enfatizzando il senso di permanenza attraverso i suoi materiali imponenti e le proporzioni strutturate. La presenza dell'edificio nella città è definita da questo deliberato linguaggio architettonico, che cerca di armonizzare le varie sezioni dell'istituzione.

Collezioni Principali e Settori

Il museo custodisce oltre 2.000 opere d'arte, distribuite armoniosamente tra diversi dipartimenti specializzati. La collezione permanente comprende l'Archeologia e le Arti dell'Antichità, un viaggio che ripercorre la storia della regione fino alle primissime tracce della presenza umana nella Valle dell'Ebro. Accanto a questi antichi resti, la sezione delle Belle Arti si concentra sulla seconda metà del XIX secolo e sui primi decenni del XX, offrendo uno spaccato vibrante della vita spagnola di un'epoca passata attraverso opere significative di Francisco Goya e Joaquín Sorolla. A arricchire ulteriormente la vastità del patrimonio espositivo, una sezione dedicata all'Arte dell'Estremo Oriente aggiunge un tocco di esotismo e profondità culturale alla collezione.

Oltre l'edificio principale, la sezione di Etnologia e Ceramica si trova presso il Parque Jose Antonio Labordata. Questo dipartimento è particolarmente celebre per la sua collezione di ceramiche iberiche, testimoni silenziose delle antiche tradizioni artistiche della regione. La cura curatoriale del museo sottolinea con maestria il legame profondo tra questi reperti archeologici e i successivi movimenti delle belle arti, permettendo uno studio cronologico affascinante della cultura materiale che ha plasmato l'identità di quest'area.

Capolavori della Collezione d'Arte

La presenza di Francisco Goya tra queste mura si avverte attraverso diverse opere di straordinaria importanza. Tra queste, La virgen del Pilar occupa un posto centrale nella collezione. La sua pennellata e il magistrale dominio della luce definiscono gran parte della tradizione artistica spagnola qui rappresentata, offrendo un incontro diretto con il tocco vibrante del pittore.

Il percorso collezionistico risale fino alla fine del XV secolo con la Deposizione dalla Croce di Bartolomé Bermejo, datata intorno al 1477. Quest'opera infonde un profondo senso di gravità storica. Poco distante, il Ritratto di Gian Paolo Zappi del 1581, opera di Lavinia Fontana, offre una prospettiva differente sulla ritrattistica. I dettagli sottili del volto del soggetto invitano a un'osservazione silenziosa e prolungata.

Tra le altre tele di rilievo figurano Cefalo e Procris alla presenza di Diana di Luca Giordano, dipinta nel 1695. La composizione trasmette l'energia peculiare della fine del XVII secolo. In una sfumatura diversa, il Paesaggio di foresta e fiume di Carlos de Haes, risalente al 1862, cattura il mondo naturale attraverso la lente della metà del XIX secolo. Ogni pezzo si manifesta come un'entità distinta, invitando lo spettatore a soffermarsi sulle texture e sui colori unici della pittura originale.

Quiz d'arte

Per ogni domanda è presente una sola risposta corretta.

Domanda 1:
Qual artista ha il maggior numero di opere conservate nel catalogo del Museo di Saragozza?
Domanda 2:
In quale città si trova il Museo di Saragozza?
Domanda 3:
Qual è lo stile architettonico della facciata dell'edificio?
Domanda 4:
Quale di queste opere è conservata dal Museo di Saragozza?
Domanda 5:
Chi sono stati gli architetti dell'edificio concepito per l'Esposizione Ispano-Francese?
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